Giornalemio.it – Massoneria bene ”immateriale” dell’UNESCO? Perché no

09/11/2019

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La proposta a effetto lanciata dal presidente della Fondazione ” Matera -Basilicata 2019”, Salvatore Adduce, nel corso dell’evento “Una notte per l’Europa” organizzato a Matera dalla Gran Loggia d’Italia, ha fatto riflettere in senso positivo e non poco iscritti, anche di altre Logge, club services, curiosi, convenuti al Matera Hotel per ascoltare interventi di diverso peso e taglio che alla fine hanno supportato e non poco una ipotesi davvero unica, ma che alla fine ci sta. La Massoneria bene ”immateriale” dell’Unesco? E del resto se si ha pazienza e voglia di informarsi(libri, web, tv, contatti diretti non importa) su obiettivi e ruolo formativo e di stimolo che la Massoneria ha avuto nei secoli nella storia del nostro Paese, e in quello di altre realtà, l’affermazione di Adduce sorprende ma fino a un certo punto. Confrontarsi e favorire il confronto è il sale della democrazia, che per necessità di cose deve innovarsi con il sacro fuoco del sapere, magari con il beneficio del dubbio, come hanno fatto i riformatori illuminati. Fuori da pregiudizi, retropensieri e luoghi comuni, parlare di cultura, ricerca, di centralità dell’uomo e di rapporto con universo e natura , di voglia di riscatto come ha saputo fare una città del Sud come Matera (sorprendendo, per certi versi, anche se stessa) e di guardare con attenzione alle radici di una storia che guarda al Mediterraneo e a un’Europa che ha perso la bussola, significa rivitalizzare una società che cerca nuovi stimoli. La provocazione c’è stata e vediamo chi la raccoglie. Adduce, snocciolando dati ed esperienze di Matera 2019 e con tanti di riferimento all’economia locale, ha citato di una situazione impensabile fino a qualche anno con amministratori ed economisti di Gorizia (Italia) e di Nova Gorica (Slovenia), candidatesi insieme a capitale europea della cultura 2025, che gli hanno chiesto lumi su ”come si fa ” e ”come ha fatto Matera”. Un ”lume”, quello della ragione e della volontà, si è acceso al Sud e potrebbe illuminare anche un nordEst dalla storia difficile. Prendiamo il lato positivo di questa esperienza di dialogo, che può consolidare la democrazia ed evitare spinte autoritarie come sta accadendo nel BelPaese e in altre zone d’Europa dove intolleranza mista ad ignoranza stanno riaprendo capitoli di una storia passata che sembravano chiusi per sempre. Occorre vigilare ma occorre muovere e smuovere le menti. Del resto nel BelPaese si parla di nuovo Rinascimento e di un rinnovato secolo dei Lumi. La Massoneria, aldilà delle diverse obbedienze, questi fermenti positivi li ha e il suo contributo lo ha dato con coerenza subendo persecuzioni, durante il Fascismo, come ha ricordato un giornalista di razza come Paolo Mieli,che ha espresso valutazioni positive sull’operato- ripercorrendone la storia- della Gran Loggia degli Alam . Ma servirebbe-come ha ricordato Luciano Romoli, Gran Maestro aggiunto vicario della Gran Loggia d’Italia, anche una legge sulla Massoneria , in aggiunta ai principi di libera espressione della nostra Costituzione, come accade in altri Paesi E poi Claudio Velardi, giornalista e opinion leader che ha difeso il ruolo di prendere posizione, fare lobby per portare avanti un principio o un progetto.Ma nel BelPaese vuoi per la presenza di tanti poteri fra i poteri, posizioni preconcette, diffidenze e altro ancora, la si guarda con sospetto nel solco del malaffare. Altri spunti a un dibattito su quel concetto di ”Rinascimento” della società e di ”Memoria” e ”coscienza” di un Paese sono venuti da Antonio Binni, Sovrano Gran Commendatore Gran Maestro della Gran Loggia degli ALAM, che ha citato alcuni passaggi dei relatori della serata e di altri che con i loro interventi, come monsignor Ravasi, hanno ”aperto” al confronto con la Massoneria. ” Ci attendiamo -ha detto Binni- altri segnali, perchè tra Massoneria e Chiesa ci sono punti che uniscono”. E poi il riferimento alla cultura, alla lingua latina, all’istruzione, alla scuola con le borse di studio che possono favorire la crescita dei giovani, investimento per il futuro dell’Italia e dell’Europa. Resta la cultura di quella rete mondiale di beni materiali e immateriali tutelati dall’Umanità. Ci sarà anche la Massoneria? Pronti a scrivere un dossier di candidatura? L’Italia fa da apripista? Chissà. La proposta è partita da Matera capitale europea della cultura e patrimonio Unesco, dal 1993, dei saperi delle antiche civiltà dei rioni Sassi e dell’habitat rupestre.