Male-dicere. La maldicenza come violazione della Creazione

Ain Soph. Prima dell’Albero, prima indi del Verbo e della Vita… quel soffio non emesso, che sarebbe già creazione, ma inspirato… quell’atto prima di pronunciare in cui si prende fiato. In questo Ain Soph che è prima senza tempo, “dalla profonda oscurità in cui [Victor si] trovava, una luce improvvisa brillò”1. Con tali parole, Mary Shelley dà principio alla vita della Creatura del celebre protagonista ottocentesco, sovente con-fuso alla sua

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L’abito del male

Riflessioni sul Vizio nella Iliade di Shakespeare Nella Londra teatrale a cavallo del Seicento montava Sir William Shakespeare, giunto nel mezzo del cammin della sua vita con alle spalle una ventina d’opere di cui circa la metà svolte in compagnia dei vari Re Giovanni, Riccardo, Enrico e, ultimo, il giovane principe Amleto. Ormai esperto di oscenità inscenate, il celebre drammaturgo di Stratford Upon-Avon pare voler rivolgere la sua indagine, non

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Il figlio della Verità

“Io sono il Figlio della Verità”1 è scritto nella bara che culla il Maestro. Nato alla luce di tre Magi in una notte del Solstizio d’Estate, con l’avvento preannunciato da una Stella Fiammeggiante, il povero cavaliere delle Grazie rinascimentali – o della trinità cristiana, a onor di Storia – inizia la crociata dichiarandosi “costantemente pronto ed armato per combattere i funesti pregiudizi [e] difendere la Carità, la Verità, la Virtù

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